Europa dell'Est

Progetto Prijedor Onlus

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E’ un’associazione onlus di secondo livello di cui fanno parte 18 Comuni trentini, Aldeno, Borgo Valsugana, Caldonazzo, Caderzone, Cavalese, Giustino, Grumes, Lavis, Levico, Massimeno, Pinzolo, Pergine Valsugana, Predazzo, Ronzo Chienis, Spiazzo, Tassullo, Trento e Varena, il Comprensorio Valle dell’Adige, l’Associazione trentini nel mondo, l’Associazione il Margine di Ravina, l’Associazione Il Mosaico di Levico, la Cooperativa Sociale L’Ancora di Tione nonchè numerosi cittadini a titolo personale....

 

Bosnia: per saperne di più

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Popolazione: 3.964.388

Superficie: 51.129 Kmq

Capitale: Sarajevo (444.800 abitanti)

Moneta: Marco convertibile (KM)

Lingue ufficiali: bosniaco, serbo, croato.

Gruppi etnici presenti: musulmani (48%); serbi (37,1%); croati (14,3%); ebrei, altri (0,6%)

Religioni diffuse: musulmana (40%); ortodossa (31%); cattolica (15%); protestante (4%); ebraica, altre (10%)

Ambiente:Il territorio della Bosnia ed Erzegovina ha un breve tratto di costa sul mare Adriatico (solo 20 Km, senza insenature); al nord e all’ovest confina con la Croazia, al Sud-est con Montenegro e all’est con la Serbia. La maggior parte del paese è formata dalle Alpi Dinariche, con cime che raggiungono i 4265 mt, che rendono difficile la comunicazione via terra. La regione è solcata dai fiumi Sava e Neretva e dai loro affluenti. Il fiume Bosna, affluente della Sava, ha dato il nome alla Bosnia. La metà del Paese è coperta di boschi (che alimentano una importante industria del legname); un quarto della terra è arabile, soprattutto nelle valli della Sava e della Drina. Le principali coltivazioni sono: grano, ortaggi e uva; vi è anche allevamento del bestiame. Il sottosuolo è ricco di vari minerali come carbone, ferro, rame, manganese, ecc. A causa dell’inquinamento dell’aria le malattie respiratorie sono molto frequenti nelle zone urbane. Solo la metà delle risorse idriche è igienicamente sicura. Il fiume più inquinato è la Sava. Ci sono molteplici problemi ambientali in seguito alla guerra del 1992-1995.

 

Società

 

Popolazione: Le differenze etniche hanno origini storiche e religiose. Gli slavi mussulmani (bosniaci) sono il 49,2%; i serbi ortodossi, il 31,3%; i croati cattolici, il 17,3%. I serbi costituiscono la maggioranza etnica nella Bosnia del nord-est, con capitale Banja Luka; i croati dell’Erzegovina dell’ovest, con capitale Mostar. Nelle altre regioni è impossibile tracciare una divisione etnica. Nella capitale, Sarajevo, vivono mussulmani (la maggioranza), croati e serbi. Fino al 1992 vi era anche una comunità ebraica di 1200 persone. C’è anche un’importante minoranza di zingari.

 

Stato

 

Nome ufficiale: Bosnia i Hercegovina, Republika Bosna i Hercegivina.

Divisione amministrativa: 50 distretti.

Capitale: Serajevo, 522.000 ab. (1999), ridotti a meno di 50.000 nel settembre del 1995.

Altre città: Banja Luka, 175.700 ab.; Tuzla, 111.900 ab.; Mostar, 72.000 ab. (2000).

Governo: La Bosnia-Erzegovina è composta di due entità: la federazione BiH e la Republika Srpska, benchè la città di Brcko operi come entità autonoma. Governo e Parlamento sono bicamerale centrali. Ci sono 3 presidenti, uno serbo, uno croato e uno musulmano che si alternano su 8 mesi.

Festa nazionale: 1° marzo, Indipendenza (1992).

 

Demografia

 

Popolazione: 4.126.000 (2002).

Crescita annua: -0,2% (1985/2000).

Stima per il 2015: 4.279.000 (2000).

Crescita annua verso il 2015: 0,5% (2000).

Popolazione urbana: 43% (2000).

Crescita urbana: 3,6% (2000).

Figli per donna: 1,4 (2000).

 

Salute

 

Speranza di vita: 74 anni; masci 71 anni; femmine 77 anni (2000).

Mortalità materna: 10 ogni 100.000 nati vivi (1985/99).

Mortalità infantile: 15 su 1.000 (2000).

Mortalità sotto i 5 anni: 18 su 1.000 (2000).

Consumo di calorie giornaliero: 2.960 procapite (1999).

143 medici per ogni 100.000 abitanti (1998).

 

Istruzione

 

Alfabeti: 93%; maschi 98%; femmine 89% (2000)

Percentuale degli iscritti alle scuole: elementari 94%; università 16%

 

Comunicazioni

 

152 giornali (1995), 243 radio (1999), 111 televisori (2000) e 103 linee telefoniche (2000)ogni 1.000 abitanti.

 

Economia

 

PNL procapite: $1.086 (1997)

Crescita annua PNL: 34% (1997)

Tasso di inflazione annuo: 14,3% (2000)

Cereali importati: 577.175 t (2000)

Uso di fertilizzanti: 840 kg per ettaro (1999)

Esportazioni: $1.192 milioni (2000)

Importazioni: $2.543 milioni (2000)

Debito estero: $2.828 milioni; $711 pro capite (2000)

 

Energia

 

Consumo: 517,4 kg petrolio-equivalenti pro capite all’anno (1998);64,9% importato (1999).

 

Spesa Pubblica

 

Spesa militare come % del PNL: 5% (1999).

Spesa per la difesa come % della spesa pubblica: 24,3% (1999).

 

Lavoro

 

Donne occupate (come % della popolazione attiva): 38% (2000). Uomini occupati (come % della popolazione attiva): 62% (2000).

 

(Fonte: Guida del Mondo. Il Mondo visto dal Sud, 2003-2004, ed. EMI)

 

A.D.L. di Prijedor: Bosnia

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A.D.L. di Prijedor: Bosnia

ADL: Impresa Solidale sostiene i progetti della Agenzia della Democrazia Locale di Prijedor, Bosnia. L’ADL è un luogo di dialogo, di riconciliazione e di incontro - confronto in un contesto così violentemente caratterizzato dal conflitto etnico quale è Prijedor. Intere zone della municipalità distrutte da una spaventosa pulizia etnica che dal 1992 al 1995 ha riguardato più della metà della popolazione,trentacinquemila profughi rovenienti dalla Krajina e da altre zone della Bosnia Erzegovina, la vergogna di sei campi di accoglienza ricavati in strutture fatiscenti, la mancanza di mezzi e di attenzione da parte delle istituzioni locali verso i soggetti più deboli, un ospedale privo di mezzi essenziali per poter operare, una disoccupazione che riguardava il 90% della popolazione attiva, un ritorno delle comunità bosniaco-mussulmana e croata che allora sembrava impossibile, una città nell’isolamento internazionale questa era Prijedor al termine della pulizia etnica

 

L’ADL di Prijedor ha sin dall’inizio del suo mandato voluto agire con i privati, le associazioni, le comunità, in modo equilibrato a favore dell’intera comunità e di tutte le sue parti: i Serbi, i Serbi profughi e sfollati, i bosniaci ed i croati in fase di rientro, le minoranze, aiutando sia la scelta coraggiosa e difficile del rientro che la scelta dolorosa e complessa di chi decideva di restare nella condizione di profugo.

Aree di intervento dell’ADL di Priedor:

- Sviluppo locale e sostenibile

a.. Progetti di microcredito

b.. Formazione e stage per giovani imprenditori

c.. Supporto allo sviluppo al turismo e all’agricoltura locale e sostenibile

- Dialogo interetnico e riconciliazione

a.. Organizzazione di conferenze e dibattiti sul tema

b.. Costruzione di luoghi di incontro-confronto

c.. Creazione delle basi per una commissione di verità e giustizia

d.. Promozione di una scuola per giovani di formazione al giornalismo di pace

- Società civile

a.. Centro di informazione per la cittadinanza

b.. Programmi di scambio per le scuole

c.. Promozione di partnership tra istituti museali locali

Tra le priorità degli interventi dell’ADL all’interno della comunità è stata posta da subito la questione del sostegno al rientro ed al dialogo interetnico: con perseveranza sono state promosse occasioni di incontro tra i gruppi etnici quando la guerra era da poco finita ed il processo di rientro era ancora agli inizi e poteva divenire occasione di nuovi conflitti; sono state create invece molte opportunità nella comunità di Prijedor per aiutare a riprendere i contatti tra le persone e tra le comunità etniche per iniziare a comunicare contribuendo così a creare quel clima più disteso che ha favorito il risultato di oggi che vede, realtà unica in Bosnia Erzegovina, metà della popolazione non serba, cioè i bosniaco-musulmani ed i croato-bosniaci vittime della pulizia etnica, rientrati.

Le attività realizzate in questo ambito sono state in particolare: gli incontri tra le associazioni femminili, gli incontri tra i centri giovani,la promozione di centri giovani in comunità disagiate e multietniche, i corsi di giornalismo, le scuole di pace, la attività nelle scuole elementari e medie per parlare con gli studenti ed i professori, proprio in uno dei primi luoghi istituzionali dove le comunità etniche si incontravano, di cosa stava accadendo, del rientro e delle paure, della risoluzione dei conflitti della pace. Infine è stato promosso un costituendo Forum civico composto da cittadini di Prijedor, giovani e meno giovani, uomini e donne di tutti i gruppi etnici ed in rappresentanza delle minoranze, con il quale elaborare i temi del dialogo e della riconciliazione, dell’unificazione dell’Europa e dello sviluppo locale.

Cosa sono le Agenzie della Democrazia Locale (ADL) ? Le Agenzie della Democrazia Locale sono missioni di gruppi di città, regioni, organizzazioni non governative, associazioni degli Stati Membri del Consiglio d’Europa. Sono coordinate da un Comitato delle ADL, un organo speciale all’interno del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa (CLRAE). L’istituzione delle ADL è approvata dal CLRAE seguendo i principi stabiliti nella Risoluzione 251 (1993) della Conferenza Permanente dei Poteri Locali d’Europa, nella Risoluzione 39 (1996) e in altre risoluzioni del CLRAE.

Perché le Agenzie della Democrazia Locale ?Le attività delle ADL hanno l’obiettivo di rafforzare la democrazia locale, una società pluralista e multiculturale, promuovere i dritti umani e la solidarietà, l’amicizia e la cooperazione tra le autorità regionali e locali d’Europa e le loro rispettive communità. In particolare, le ADL cercano di ovviare alle necessità delle autorità locali e dei loro cittadini che sono stati solpiti dalla guerra con il supporto al ripristino dei servizi pubblici, la promozione di contatti e programmi micro-economici, lo sviluppo e il riavvio delle attività economiche, l’organizzazione di scambi soci culturali e il contributo ad una libera informazione.

Associazioni, comuni, enti locali sono la chiave di volta della democrazia.

Oggi, e in forma sempre maggiore, l’appello della democrazia e dello sviluppo va rivolto alle strutture della società più vicine ai cittadini : i comuni, gli altri enti locali, le associazioni che rappresentano la società civile. Un intervento dall’alto non è -spesso- sufficiente ad assicurare risultati nel lungo periodo.

Per questo la formula di agire e lavorare con questi enti sul territorio è stata scelta come strumento di COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DECENTRATA dei nostri governi e delle organizzazioni internazionali.

Bracci operativi di questa forma di cooperazione, dal 1993, nei Balcani, operano le AGENZIE DELLA DEMOCRAZIA LOCALE. Questi sono uffici/progetto di gruppi di enti locali europei e di associazioni che operano in aree in fase di sviluppo e di transizione democratica. Il loro lavoro e valore è particolarmente in Italia e in Veneto poiché numerosi enti locali sono a capo di agenzie in Croazia e Bosnia Erzegovina.

Archivio immagini ADL e Progetto Prijedor